Misura OCM Promozione del vino nei paesi terzi: la sentenza del TAR del Lazio annulla le norme “irragionevoli” e “inesigibili” del manuale dei controlli

Misura OCM Promozione del vino nei paesi terzi: la sentenza del TAR del Lazio annulla le norme “irragionevoli” e “inesigibili” del manuale dei controlli

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Con la sentenza pubblicata in data 11 giugno 2024 il TAR del Lazio ha definitivamente accolto il ricorso presentato congiuntamente da quattro prestigiose società vitivinicole italiane e, per l’effetto, annullato il manuale dei controlli di AGEA relativo alla campagna promozionale 2023/2024

nella parte in cui prevedeva l’obbligo di produrre in sede di rendicontazione, a pena di ineleggibilità delle spese, la documentazione contabile (fatture, ricevute fiscali, note spese, ecc.) relativa non solo ai rapporti cd. di 1° livello, bensì anche di 2° livello ed eventuali livelli successivi, contenente una “descrizione chiara ed analitica del servizio fornito, oltre che l’indicazione della normativa unionale di riferimento, il numero identificativo del progetto o l’indicazione dell’Autorità che ha approvato il progetto, nel caso in cui non sia stato ancora assegnato un numero identificativo e l’annualità di riferimento”.

Il TAR, dopo aver chiarito che il manuale “non ha natura contrattuale ma è un atto amministrativo di natura regolamentare” e che l’interesse dei ricorrenti è attuale perché le disposizioni impugnate sono vincolanti e quindi direttamente lesive, ha statuito che il suddetto obbligo di rendicontazione “risulta irragionevole e sproporzionato rispetto alla finalità di dimostrazione dell’effettività della spesa e dell’inerenza della stessa rispetto all’attività promozionale indicata nel progetto”, oltre che “inesigibile”, considerata la natura dei fornitori, spesso extracomunitari.

Si tratta di una decisione per molti versi storica e dall’importante impatto economico, visto che elimina un ostacolo normativo che avrebbe di fatto depotenziato una misura fondamentale a sostegno dell’export enoico italiano.

Le società ricorrenti sono state assistite da L2B Partners Studio Legale nelle persone degli avvocati Nicola Baù, partner responsabile del Wine Desk dello studio, Gianluca Scalco e Giacomo Woodhead Angemi.